La notizia della partenza di Aldo per la sua ultima route mi è giunta in Trentino, dove vivo ormai da qualche anno, ed ha molto rattristato il mio cuore.
+Anche perchè la distanza non mi permetteva di essere presente per l'ultimo saluto e di essere vicina ai suoi cari. Lo faccio ora da questi fogli e abbraccio forte la sua famiglia, in particolare Guglielmo.Ho un ricordo di Aldo dolcissimo.
L'ho conosciuto alla mia primissima assemblea regionale: ero in associazione da pochissime settimane e per me era un mondo nuovo e, per certi versi, estraneo.
Ero intimidita perchè non conoscevo nessuno e qualcuno mi ha presentata ad Aldo, il quale, semplicemente, mi ha detto: "Non conosci nessuno? Ora conosci me ed è come se conoscessi tutti!".
A ripensare bene, non sono stati tantissimi i miei incontri con Aldo, ma, nei momenti più importanti del mio percorso associativo, lui c'era sempre.
Al mio campo di formazione, dove ho potuto scoprire la sua simpatia e le sue micidiali battute; al primo incontro che ho tenuto come incaricata regionale, dove mi ha rassicurata e spronata; alla vigilia della mia prima sessione ad un CFM, quando, in una tenda in mezzo al fango, mi ha ascoltata ripetere i miei appunti fino all'alba, e poi ancora tantissimi incontri che mano alla mano mi ritornano alla mente.
Ricordo che gli piaceva tantissimo un maglione che indossavo sempre durante gli incontri scout e mi ripeteva di continuo che un giorno avrei dovuto regalarglielo.
Poi il lavoro mi ha portata lontano dal Molise e dagli scout ed ora mi dispiace non aver potuto esaudire il suo desiderio.
Quel maglione esiste ancora, Aldo, ed ora avvolge un altro vecchietto che è il mio papà. A te basterà il caldo che, sono sicura, ti circonda nell'immensa radura verde e soleggiata dove ti immagino caminare in questo momento, con la tua andatura lenta e il tuo immancabile berretto di lana.Arrivederci, Aldo, e che la tua strada sia ricca dei grazie che ti diranno per la gioia che hai saputo donare.
Paola
martedì 20 gennaio 2009
giovedì 15 gennaio 2009
Il mio ricordo: Achille Viespoli
Caro Aldo, mi ero ripromesso di volerti venire a trovare prima della fine dell'anno per fare 4 chiacchiere insieme non mi è riuscito, però le ho fatte con te la mattina di sabato, in quanto sono sicuro che mi hai ascoltato e come è tua consuetudine hai fatto quel tuo classico sorriso toccantoti il naso.
Ti voglio ringraziare per il tuo trapasso di nozioni nei vari momenti di incontro tra noi, delle nostre lunghe chiacchierate di confronto metodologico che per me è risultato tesoro prezioso.
Ti voglio ringraziare della tua gioia di vivere che mi hai sempre trasmesso e di quel modo riservato e discreto con cui mi sei stato vicino in alcuni momenti di difficoltà.
Ti voglio ringraziare dei momenti in cui abbiamo avuto anche discussioni con punti di vista diverso, ma erano sempre improntate e fatte con il senso del confronto, di crescita e di costruire insieme.
Ti voglio ringraziare delle belle serate in assemblee e incontri in cui con il tuo umore allegro e divertente sapevi stemperare momenti critici.
Ti voglio ringraziare della tua passione educativa che mi hai saputo trasmettere in alcune attività realizzate insieme.
Ti ringrazio della tua presenza che continuerai a non far mancare a tutti noi, sapendo che la tua stella, quelle a te tanto care che non ti abbandonavano mai, continuerà a illuminare il cammino di tutti noi e il tuo sorriso di accompagnerà sempre.
GRAZIE ALDO.
Achille
Ti voglio ringraziare per il tuo trapasso di nozioni nei vari momenti di incontro tra noi, delle nostre lunghe chiacchierate di confronto metodologico che per me è risultato tesoro prezioso.
Ti voglio ringraziare della tua gioia di vivere che mi hai sempre trasmesso e di quel modo riservato e discreto con cui mi sei stato vicino in alcuni momenti di difficoltà.
Ti voglio ringraziare dei momenti in cui abbiamo avuto anche discussioni con punti di vista diverso, ma erano sempre improntate e fatte con il senso del confronto, di crescita e di costruire insieme.
Ti voglio ringraziare delle belle serate in assemblee e incontri in cui con il tuo umore allegro e divertente sapevi stemperare momenti critici.
Ti voglio ringraziare della tua passione educativa che mi hai saputo trasmettere in alcune attività realizzate insieme.
Ti ringrazio della tua presenza che continuerai a non far mancare a tutti noi, sapendo che la tua stella, quelle a te tanto care che non ti abbandonavano mai, continuerà a illuminare il cammino di tutti noi e il tuo sorriso di accompagnerà sempre.
GRAZIE ALDO.
Achille
martedì 13 gennaio 2009
Il libretto di nodi realizzato da Aldo
Lucio ha scovato sul web il libretto di nodi realizzato da Aldo, con la collaborazione di Michele Di Rienzo.
Ecco il link:
http://www.scoutsanremo2.it/downloads/Manuale%20dei%20nodi.pdf
Ecco il link:
http://www.scoutsanremo2.it/downloads/Manuale%20dei%20nodi.pdf
Pregheremo per lui
Grazie per l'iniziativa.
Pregheremo per Aldo durante la nostra Messa comunitaria.
Buona strada.
Giuseppe Trotta
Pregheremo per Aldo durante la nostra Messa comunitaria.
Buona strada.
Giuseppe Trotta
Il mio ricordo: Silvana Reale
Gli anni trascorsi nel "Campobasso 3" sono stati decisamente
fondamentali per la mia formazione.
Tanta è la dolcezza e la nostalgia
che provo riguardando i tanti ricordi gelosamente custoditi dentro me.
Grazie Aldo...tu sei tra le persone che mi hanno insegnato con
l'esempio quotidiano quei valori che sono centrali nel mio vivere.
Silvana
fondamentali per la mia formazione.
Tanta è la dolcezza e la nostalgia
che provo riguardando i tanti ricordi gelosamente custoditi dentro me.
Grazie Aldo...tu sei tra le persone che mi hanno insegnato con
l'esempio quotidiano quei valori che sono centrali nel mio vivere.
Silvana
lunedì 12 gennaio 2009
Il mio ricordo: Alessandro Angeli
E' stato per me una guida senza eguali, con i suoi "cazziatun", o con i suoi "l vuagliun" è stato e resterà per sempre una delle persone migliori che il mondo scoutistico possa mai avere avuto.
Grazie Aldo per tutto quello che ci hai saputo donare.
Alessandro Angeli
Grazie Aldo per tutto quello che ci hai saputo donare.
Alessandro Angeli
Il mio ricordo: Elisa - Venafro 4
Non si può restare indifferenti ad una notizia così dolorosa.
Vorrei ricordare Aldo come io l'ho conosciuto.
Era il lontano 1982, il mio gruppo solo allora si affacciava alla realtà regionale che guardavamo con molto scetticismo, Aldo fu l'unico , e ora posso dirlo con certezza, che ci accolse con tutto l'affetto, l'apertura mentale e la totale disponibilità che lo distingueva.
Io allora iniziavo a capire qualcosa dell'ambientazione Bosco e lui da lupettaro convinto mi stimolava a percorrere con convinzione quella strada.
Io ho seguito il suo consiglio e non me ne sono mai pentita, nonostante le alterne vicende poi sopravvenute e la conclusione ancora peggiore: la chiusura del cerchio a Venafro e nel Molise. Provo veramente dolore per la sua scomparsa, ma mi rimane dentro un patrimonio di umanità e di umiltà che mi ha trasmesso un uomo che prima di essere scout era marito e padre ecomiabile. Ultimamente ci siamo persi di vista, ma il suo ricordo in me rimarrà indelebile.
La grande quercia, come mi chiamava lui, nome derivato anche dalla mia "mole", mi rimane scolpito nella mente quando mi si nomina Aldo.
Uomo ricco di entusiasmo per la vita, di voglia di conoscere e sperimentare, di dare agli altri senza remore e con convinzione, lascia sicuramente un vuoto incolmabile in tutti noi che lo abbiamo conosciuto e mi preme sottolineare che mi sento onorata di averlo incontrato e di aver fatto tesoro dei suoi insegnamenti semplici ma allo stesso momento ricchi dei valori che provenivano dalla sua formazione e dalla sua esperienza.
Sono certa che Dio lo ha già in gloria perchè credo fermamente che il paradiso lui già lo abbia incontrato in questo mondo, dal momento che ha speso la sua vita per gli altri senza mai trascurare i suoi doveri di marito e di padre: ha fatto del suo meglio ogni giorno per realizzare il regno dei cieli.
GRAZIE ALDO PER LA TUA PRESENZA FRA NOI
Elisa Venafro 4
Vorrei ricordare Aldo come io l'ho conosciuto.
Era il lontano 1982, il mio gruppo solo allora si affacciava alla realtà regionale che guardavamo con molto scetticismo, Aldo fu l'unico , e ora posso dirlo con certezza, che ci accolse con tutto l'affetto, l'apertura mentale e la totale disponibilità che lo distingueva.
Io allora iniziavo a capire qualcosa dell'ambientazione Bosco e lui da lupettaro convinto mi stimolava a percorrere con convinzione quella strada.
Io ho seguito il suo consiglio e non me ne sono mai pentita, nonostante le alterne vicende poi sopravvenute e la conclusione ancora peggiore: la chiusura del cerchio a Venafro e nel Molise. Provo veramente dolore per la sua scomparsa, ma mi rimane dentro un patrimonio di umanità e di umiltà che mi ha trasmesso un uomo che prima di essere scout era marito e padre ecomiabile. Ultimamente ci siamo persi di vista, ma il suo ricordo in me rimarrà indelebile.
La grande quercia, come mi chiamava lui, nome derivato anche dalla mia "mole", mi rimane scolpito nella mente quando mi si nomina Aldo.
Uomo ricco di entusiasmo per la vita, di voglia di conoscere e sperimentare, di dare agli altri senza remore e con convinzione, lascia sicuramente un vuoto incolmabile in tutti noi che lo abbiamo conosciuto e mi preme sottolineare che mi sento onorata di averlo incontrato e di aver fatto tesoro dei suoi insegnamenti semplici ma allo stesso momento ricchi dei valori che provenivano dalla sua formazione e dalla sua esperienza.
Sono certa che Dio lo ha già in gloria perchè credo fermamente che il paradiso lui già lo abbia incontrato in questo mondo, dal momento che ha speso la sua vita per gli altri senza mai trascurare i suoi doveri di marito e di padre: ha fatto del suo meglio ogni giorno per realizzare il regno dei cieli.
GRAZIE ALDO PER LA TUA PRESENZA FRA NOI
Elisa Venafro 4
domenica 11 gennaio 2009
Un ricordo personale
La prima volta che conobbi Aldo risale al lontano 1976.
Il Gruppo Campobasso 3 era stato appena fondato, e i Capi di allora (Enzo Di Criscio, Franco Falcone, Nicola Fatica) , dopo avere avviato il Reparto, cercavano nuovi Capi che dessero una mano allo sviluppo del Gruppo.
Un pomeriggio, alla riunione di Riparto aveva partecipato anche un signore più adulto dei nostri capi, un uomo sulla quarantina con occhiali piuttosto spessi.
Costui aveva seguito la riunione in disparte, ma con atteggiamento molto attento e curioso. Avevamo intuito che avesse qualcosa a che fare con lo Scautismo, ma non avevamo indagato oltre.
Al termine della riunione, il capo Reparto Franco Falcone fece salire sulla sua vecchia Fiat 500 di colore giallo questo signore per riaccompagnarlo a casa, e lì scattò il consueto piano goliardico che animava in genere le nostre riunioni.
Una decina di esploratori attorniò la macchina e cominciò a spingere in senso opposto a quello di marcia, bloccandola sul posto, nonostante le accelerazioni sul pedale da parte del Capo Reparto.
La storia andò avanti per qualche minuto, tra le risate dei presenti e le minacce del C.R. fino a che l’ospite aprì il finestrino e cominciò ad urlare “Uagliù! Per piacere, me ne devo andare a casa, chè mi aspetta mia moglie…”!
La frase non sortì alcun effetto, e il balletto andò avanti ancora per qualche minuto, fino a quando Marcello, che era uno dei Csq, diede il via libera e la 500 partì sgommando.
La riunione successiva vide una lavata di testa da parte dello Staff nei confronti di tutto il Reparto, e in quella occasione conoscemmo in modo ufficiale Aldo, che ci venne presentato come un “ vecchio” scout.
Quando nel 1977 ci trasferimmo alla Parrocchia di S.Antonio di Padova, ormai Aldo era un Capo affermato del CB 3, noi eravamo cresciuti e ci accingevamo ad affrontare una nuova realtà parrocchiale.
Egli rappresentava un punto di riferimento per noi giovani, e fu così che ci venne in mente la curiosa idea di organizzare nel campetto retrostante la Parrocchia un torneo di pallavolo tra Gruppi scout, intitolandolo nientedimeno che…a lui!
“ 1° Torneo Aldo Ruggiero” scrivemmo sul foglio di presentazione, e quando lo venne a sapere ci disse con molto imbarazzo che ci ringraziava, ma che forse e era meglio evitare perché queste iniziative in genere si intitolano a persone defunte...
In effetti avevamo fatto una gaffe, ma in perfetta buona fede, perché per noi era un modo di dirgli grazie per il tempo che ci dedicava.
Aldo inaugurò, diciamo così, una nuova tipologia di Capo: non più il tuttofare animato da tanta buona volontà e spirito di avventura, ma il Capo riflessivo, dedito allo studio dei testi di B.-P. ed alla loro elaborazione metodologica.
La sua conoscenza degli scritti del fondatore era molto accurata, e la sua capacità di riportare ogni situazione di vita quotidiana agli esempi di B.P. era stupefacente.
La Buona Azione quotidiana, alla quale teneva molto, rappresentava per lui un imperativo morale.
La cura dell’uniforme, con il famoso cappellino stile ebraico ricamato dalla moglie Margherita con i colori del fazzolettone di gruppo, rappresentava un caposaldo dell’essere scout.
Lo straordinario interesse per la botanica, coltivata giorno per giorno osservando sinanche le piante e gli alberi che incontrava nel suo quotidiano tragitto da via Tiberio a via Principe di Piemonte, costituivano per noi uno stimolo continuo a migliorare anche il nostro patrimonio di conoscenze naturalistiche.
Ricordo che quando portò in sede una carta botanica della Villa De Capoa, con tutte le specie indicate, io corsi a fare una fotocopia per potermi sentire possessore di questo grande segreto.
Un’altra volta, invece, creò un proprio libricino contenete tutti i principali nodi scout, accompagnato da didascalie assai precise che, se non ricordo male, chiamò “Una sacca di nodi”.
La sua spiritualità era fatta di cose semplici, ma al tempo stesso era capace di approfondire i testi biblici interpretandoli con grande acutezza.
Il suo buonumore, che dispensava a piene mani con le consuete barzellette e storielle, lo rendeva ben accetto anche a chi lo incontrava per la prima volta.
La sua costanza negli impegni associativi e parrocchiali costituiva per noi un esempio quotidiano.
Raramente l’ho visto arrabbiato, e quando gli capitava diventava rosso fuoco, per poi riprendersi subito e cercare di riportare la pace e l’armonia.
Nella Comunità capi di allora creò una grande famiglia, in cui tutti si sentivano accolti, e dove cominciarono ad affluire anche nuovi Capi.
Nelle assemblee regionali godeva di grande stima e la sua opinione veniva sempre ascoltata con rispetto, oltre a guadagnarsi la fama di grande conoscitore dei regolamenti associativi, la cui interpretazione era spesso delegata alla sua acutezza.
Ricordo che una volta, dovendo organizzare un’uscita di Reparto, mi diede l’incarico di contattare una ditta di trasporti per il noleggio di un bus.
Il giorno della partenza, però, il bus senza alcuna spiegazione non si presentò, né l’autista risultò raggiungibile al telefono.
Io ero imbarazzatissimo, ma Aldo, senza perdersi d’animo, organizzò in pochi minuti l’uscita verso Monte Vairano, che raggiungemmo con le macchine dei genitori, togliendomi le castagne dal fuoco.
Col passare degli anni il suo impegno non venne meno, ma i ragazzi di un tempo erano cambiati ed il dialogo divenne più difficile.
E’ questa forse l’unica pecca del suo impegno: il non avere compreso il mutamento dei tempi, la necessità di porsi in modo diverso verso chi, avendolo conosciuto da Lupetto o da Esploratore, ormai Capo faticava a ritrovarsi nei suoi schemi metodologici.
La mia cronica difficoltà comunicativa mi impedì di spiegargli ciò che sentivo dentro, le cause profonde del malessere di un giovane che cominciava ad uscire dal guscio di un mondo scout forse troppo totalizzante, per guardarsi attorno.
Nel corso degli anni ho apprezzato da lontano il suo impegno nel traghettare il Gruppo in anni difficili, fino allo spostamento a Ferrazzano.
Nei primi giorni di novembre l’ho incontrato per l’ultima volta con Guglielmo a S.Maria di Guglieto, ma stava già male e non mi avvicinai alla macchina in cui sonnecchiava esausto per non disturbarlo.
Il sole che tramontava sulle cime del Matese sembrava volersi anch’esso congedare da un vecchio scout che aveva più volte calcato i suoi prati.
Quando ho appreso della scomparsa, ho sentito l’obbligo morale di scrivere qualcosa per ricordarlo, perchè vorrei ringraziarlo del tempo che ha dedicato ai giovani e per le cose che mi ha insegnato. Per la tenacia con cui ha vissuto il metodo scout e per la creatività nel fare le cose. Per la fede profonda che aveva e che sapeva diffondere intorno a sé.
Buona Strada, Penna Verde.
Luca
Il Gruppo Campobasso 3 era stato appena fondato, e i Capi di allora (Enzo Di Criscio, Franco Falcone, Nicola Fatica) , dopo avere avviato il Reparto, cercavano nuovi Capi che dessero una mano allo sviluppo del Gruppo.
Un pomeriggio, alla riunione di Riparto aveva partecipato anche un signore più adulto dei nostri capi, un uomo sulla quarantina con occhiali piuttosto spessi.
Costui aveva seguito la riunione in disparte, ma con atteggiamento molto attento e curioso. Avevamo intuito che avesse qualcosa a che fare con lo Scautismo, ma non avevamo indagato oltre.
Al termine della riunione, il capo Reparto Franco Falcone fece salire sulla sua vecchia Fiat 500 di colore giallo questo signore per riaccompagnarlo a casa, e lì scattò il consueto piano goliardico che animava in genere le nostre riunioni.
Una decina di esploratori attorniò la macchina e cominciò a spingere in senso opposto a quello di marcia, bloccandola sul posto, nonostante le accelerazioni sul pedale da parte del Capo Reparto.
La storia andò avanti per qualche minuto, tra le risate dei presenti e le minacce del C.R. fino a che l’ospite aprì il finestrino e cominciò ad urlare “Uagliù! Per piacere, me ne devo andare a casa, chè mi aspetta mia moglie…”!
La frase non sortì alcun effetto, e il balletto andò avanti ancora per qualche minuto, fino a quando Marcello, che era uno dei Csq, diede il via libera e la 500 partì sgommando.
La riunione successiva vide una lavata di testa da parte dello Staff nei confronti di tutto il Reparto, e in quella occasione conoscemmo in modo ufficiale Aldo, che ci venne presentato come un “ vecchio” scout.
Quando nel 1977 ci trasferimmo alla Parrocchia di S.Antonio di Padova, ormai Aldo era un Capo affermato del CB 3, noi eravamo cresciuti e ci accingevamo ad affrontare una nuova realtà parrocchiale.
Egli rappresentava un punto di riferimento per noi giovani, e fu così che ci venne in mente la curiosa idea di organizzare nel campetto retrostante la Parrocchia un torneo di pallavolo tra Gruppi scout, intitolandolo nientedimeno che…a lui!
“ 1° Torneo Aldo Ruggiero” scrivemmo sul foglio di presentazione, e quando lo venne a sapere ci disse con molto imbarazzo che ci ringraziava, ma che forse e era meglio evitare perché queste iniziative in genere si intitolano a persone defunte...
In effetti avevamo fatto una gaffe, ma in perfetta buona fede, perché per noi era un modo di dirgli grazie per il tempo che ci dedicava.
Aldo inaugurò, diciamo così, una nuova tipologia di Capo: non più il tuttofare animato da tanta buona volontà e spirito di avventura, ma il Capo riflessivo, dedito allo studio dei testi di B.-P. ed alla loro elaborazione metodologica.
La sua conoscenza degli scritti del fondatore era molto accurata, e la sua capacità di riportare ogni situazione di vita quotidiana agli esempi di B.P. era stupefacente.
La Buona Azione quotidiana, alla quale teneva molto, rappresentava per lui un imperativo morale.
La cura dell’uniforme, con il famoso cappellino stile ebraico ricamato dalla moglie Margherita con i colori del fazzolettone di gruppo, rappresentava un caposaldo dell’essere scout.
Lo straordinario interesse per la botanica, coltivata giorno per giorno osservando sinanche le piante e gli alberi che incontrava nel suo quotidiano tragitto da via Tiberio a via Principe di Piemonte, costituivano per noi uno stimolo continuo a migliorare anche il nostro patrimonio di conoscenze naturalistiche.
Ricordo che quando portò in sede una carta botanica della Villa De Capoa, con tutte le specie indicate, io corsi a fare una fotocopia per potermi sentire possessore di questo grande segreto.
Un’altra volta, invece, creò un proprio libricino contenete tutti i principali nodi scout, accompagnato da didascalie assai precise che, se non ricordo male, chiamò “Una sacca di nodi”.
La sua spiritualità era fatta di cose semplici, ma al tempo stesso era capace di approfondire i testi biblici interpretandoli con grande acutezza.
Il suo buonumore, che dispensava a piene mani con le consuete barzellette e storielle, lo rendeva ben accetto anche a chi lo incontrava per la prima volta.
La sua costanza negli impegni associativi e parrocchiali costituiva per noi un esempio quotidiano.
Raramente l’ho visto arrabbiato, e quando gli capitava diventava rosso fuoco, per poi riprendersi subito e cercare di riportare la pace e l’armonia.
Nella Comunità capi di allora creò una grande famiglia, in cui tutti si sentivano accolti, e dove cominciarono ad affluire anche nuovi Capi.
Nelle assemblee regionali godeva di grande stima e la sua opinione veniva sempre ascoltata con rispetto, oltre a guadagnarsi la fama di grande conoscitore dei regolamenti associativi, la cui interpretazione era spesso delegata alla sua acutezza.
Ricordo che una volta, dovendo organizzare un’uscita di Reparto, mi diede l’incarico di contattare una ditta di trasporti per il noleggio di un bus.
Il giorno della partenza, però, il bus senza alcuna spiegazione non si presentò, né l’autista risultò raggiungibile al telefono.
Io ero imbarazzatissimo, ma Aldo, senza perdersi d’animo, organizzò in pochi minuti l’uscita verso Monte Vairano, che raggiungemmo con le macchine dei genitori, togliendomi le castagne dal fuoco.
Col passare degli anni il suo impegno non venne meno, ma i ragazzi di un tempo erano cambiati ed il dialogo divenne più difficile.
E’ questa forse l’unica pecca del suo impegno: il non avere compreso il mutamento dei tempi, la necessità di porsi in modo diverso verso chi, avendolo conosciuto da Lupetto o da Esploratore, ormai Capo faticava a ritrovarsi nei suoi schemi metodologici.
La mia cronica difficoltà comunicativa mi impedì di spiegargli ciò che sentivo dentro, le cause profonde del malessere di un giovane che cominciava ad uscire dal guscio di un mondo scout forse troppo totalizzante, per guardarsi attorno.
Nel corso degli anni ho apprezzato da lontano il suo impegno nel traghettare il Gruppo in anni difficili, fino allo spostamento a Ferrazzano.
Nei primi giorni di novembre l’ho incontrato per l’ultima volta con Guglielmo a S.Maria di Guglieto, ma stava già male e non mi avvicinai alla macchina in cui sonnecchiava esausto per non disturbarlo.
Il sole che tramontava sulle cime del Matese sembrava volersi anch’esso congedare da un vecchio scout che aveva più volte calcato i suoi prati.
Quando ho appreso della scomparsa, ho sentito l’obbligo morale di scrivere qualcosa per ricordarlo, perchè vorrei ringraziarlo del tempo che ha dedicato ai giovani e per le cose che mi ha insegnato. Per la tenacia con cui ha vissuto il metodo scout e per la creatività nel fare le cose. Per la fede profonda che aveva e che sapeva diffondere intorno a sé.
Buona Strada, Penna Verde.
Luca
Come inviare un post
Al fine difacilitare l'invio dei commenti, che diversamente richiederebbe una preventiva registrazione, vi invito ad inviarli al mio indirizzo di posta elettronica
luca.0101@virgilio.it
Successivamente provvederò io stesso a pubblicarli sul blog.
Luca
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Successivamente provvederò io stesso a pubblicarli sul blog.
Luca
sabato 10 gennaio 2009
Un ricordo di Aldo
Il 9 gennaio 2009 è tornato alla Casa del Padre Aldo Ruggiero, "Penna Verde" per gli scouts.
Aveva 73 anni, gran parte dei quali dedicati all'impegno nel movimento scout.
Entrato negli scouts nel 1952, pronunciò la Promessa nel 1954.
Dopo vari anni di attività, lasciò l'ASCI per impegni famigliari, fino a rientrare nell'Agesci nel 1976.
Fu tra i fondatori del Gruppo Agesci Campobasso 3, nella Parrocchia S.Antonio di Padova, e poi del Gruppo Ferrazzano 1. E' stato a lungoAkela e Capo Reparto, oltre che Capogruppo.
Questo Blog, nato con il nulla-osta dei figli di Aldo, si propone di raccogliere i ricordi che ciascuno scout serba nel proprio cuore, e che non abbiamo potuto esternare a viva voce, nella consapevolezza che Aldo ha lasciato, tra di noi, una traccia.
Luca & Lucio
Aveva 73 anni, gran parte dei quali dedicati all'impegno nel movimento scout.
Entrato negli scouts nel 1952, pronunciò la Promessa nel 1954.
Dopo vari anni di attività, lasciò l'ASCI per impegni famigliari, fino a rientrare nell'Agesci nel 1976.
Fu tra i fondatori del Gruppo Agesci Campobasso 3, nella Parrocchia S.Antonio di Padova, e poi del Gruppo Ferrazzano 1. E' stato a lungoAkela e Capo Reparto, oltre che Capogruppo.
Questo Blog, nato con il nulla-osta dei figli di Aldo, si propone di raccogliere i ricordi che ciascuno scout serba nel proprio cuore, e che non abbiamo potuto esternare a viva voce, nella consapevolezza che Aldo ha lasciato, tra di noi, una traccia.
Luca & Lucio
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